Si è più volte fatto presente
che, nel contesto in cui oggi viviamo, il sesso viene reso superficiale e la
verità sull’uomo oscurata: è necessario ripercorrerne il significato autentico a
partire dalla conoscenza di sé e della propria corporeità vissuti come dono e
come segno di un ordine ed una logica naturale preesistenti.
La sessualità non è qualcosa di
puramente biologico ma essa appare strettamente connessa (in un legame
inscindibile) al nucleo più intimo della persona.
Esiste una strada molto
concreta per trasmettere a tutti, in modo particolare ai giovani, la bellezza di
questa verità: è la scoperta delle strutture naturali della sessualità
attraverso un semplice apprendimento delle caratteristiche fisiologiche del
nostro corpo.
Quest’ultimo appare, alla luce
di numerose esperienze, come un mondo ignorato, che rende l’uomo poco “presente
a se stesso” ed incapace quindi di cogliere quella corrispondenza anima-corpo
che lo contraddistingue nella sua qualità di “persona”.
Ma se la “persona” impara a
conoscersi, impara anche ad amarsi completamente e ad accogliere l’altro nella
sua totalità; imparerà che la sua esigenza primaria ed il suo desiderio
interiore è, prima d’ogni altra cosa, realizzarsi come creatura umana.
E non c’è nulla di più
persuasivo della verità e di più importante come il suo valore pedagogico
sull’amore.
Ciò è realizzabile se si guarda
alla dimensione autentica di una sessualità fedele a quella concezione naturale
di totale complementarietà: nella coppia, i due si completano in un rapporto
che, per sua natura, nasce legato alla possibilità di una vita.
Tale possibilità esiste sempre,
sia che si scelga di prevenire intenzionalmente il concepimento sia nel caso
contrario. La sicurezza al 100% si verifica solo nell’ipotesi di astinenza.
Diceva Sigmund Freud: “Niente
creerà un grande insolubile problema all’umanità come il tentativo di separare
la sessualità dalla riproduzione”.
Aveva ragione; questo tentativo
ha portato l’uomo alla realizzazione di mezzi contraccettivi ed abortivi che, in
nome di una presunta libertà sessuale, lo hanno condannato inesorabilmente:
alla schiavitù di una
comunicazione solo erotica dove manca una giusta maturazione delle
emozioni e delle motivazioni;
al rifiuto della
fertilità, non più concepita come elemento insito nella natura umana bensì
come una malattia da cui difendersi;
alle serie conseguenze sulla
salute (soprattutto della donna);
alla mancanza di rispetto
per la vita.
La Ginecologia
Ufficiale, alla luce delle serie insidie che si nascondono dietro la
paventata infallibilità dei mezzi contraccettivi ed abortivi, ritiene che un
sistema di prevenzione del concepimento possa definirsi “ideale” solo se
presenta tutti e 4 i seguenti requisiti:
EFFICACIA (che abbia una
bassa % di fallibilità) – INNOCUITA’ (che non implichi effetti
indesiderati di natura psicologica e fisiologica) – ACCETTABILITA’ (che
non rappresenti un’interferenza nella coppia ma sia accettato serenamente da
entrambi) – REVERSIBILITA’ (che alla sospensione d’uso sia possibile
riappropriarsi della fertilità, senza danni irreparabili).
Attraverso la sua alta
efficacia (ultimi dati indagine Prospettica Multicentrica Europea, 98-99%), il
rispetto per i ritmi biologici dell’organismo, l’entusiasmo generato nella
coppia che accetta con responsabilità di conoscere le fasi fertili e non fertili
del ciclo della donna e, infine, il rispetto per la salute delle potenzialità
procreative (la fertilità vissuta in modo positivo) fanno del Metodo Billings
non solo una metodica naturale “ideale”, riconosciuta scientificamente, ma
soprattutto una possibilità in più per rendere autentico l’amore nella coppia:
un vero e proprio “stile di vita”. |