In questi ultimi anni è
indubbiamente aumentato, e non solo nel mondo scientifico, l’interesse per i
metodi naturali di regolazione della fertilità. E ciò per vari motivi.
Tra questi uno dei più
importanti è il fatto che è aumentata l’efficacia teorica e pratica di tali
metodi naturali e pertanto il loro grado di sicurezza; essi, infatti, sono non
solamente meglio conosciuti nei loro fondamenti teorici ma anche meglio
insegnati, e per i loro utenti sono pure stati creati servizi di consulenza
sempre più adeguati ed accurati.
Ci sono altri motivi, oltre a
quello della loro migliorata efficacia, che possono giustificare il crescente
interesse per i metodi naturali; farò un breve accenno ad alcuni di essi, ben
sapendo che forse potrebbero anche meritare di essere approfonditi in altra
occasione.
Uno di questi motivi è
costituito dalla sempre più diffusa conoscenza degli effetti collaterali
negativi legati all’uso di alcuni metodi cosiddetti “artificiali” per il
controllo della fertilità (come, ad esempio, l’aumento delle complicanze
cardiovascolari, di cancro del collo uterino, di tumori benigni del fegato e di
calcolosi epatica nelle donne che usano la pillola estro-progestinica; come
l’aumento del rischio di infezioni da HIV nelle donne che usano il dispositivo
intrauterino; ecc.); i metodi naturali, non hanno alcun effetto collaterale
sulla salute della donna.
Un altro motivo è che nel mondo
è aumentato sempre più il desiderio di un ritorno alla natura nei campi più
svariati (nella fattispecie, si è posto un “no” all’inquinamento da farmaci, ai
rapporti sessuali interrotti o artefatti, alle manomissioni dell’organismo sia
sul piano generale che locale).
Un altro motivo è costituito
dal fatto che è sempre più marcato il bisogno di rivalutare l’importanza della
donna, la dignità della donna; è stata infatti finora soprattutto lei ad essere
penalizzata nei riguardi dei problemi del controllo della fertilità.
Infine, un altro motivo del
maggiore interesse per i metodi naturali è che appare sempre più forte la
convinzione che essi possano grandemente servire alla coppia per vivere la loro
vita coniugale, in particolare quella sessuale, in un modo più completo, in un
modo “umano”, così da permettere di soddisfare al massimo quelle che possono
essere le loro aspirazioni sia sul piano fisico che spirituale.
Questi metodi possono servire a
vivere l’amore coniugale non in un modo banalizzante (oggi purtroppo esiste una
certa tendenza alla banalizzazione) ma in modo “pienamente umano”, cioè a dire
nello stesso tempo sensibile e spirituale, come dice Paolo VI nella “Humanae
Vitae”. |